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Il fatto che le sedute di Integrazione Strutturale influiscano in qualche misura sul giudizio che la persona ha di sé, è un dato dell'esperienza. In quindici anni di attività mi è accaduto innumerevoli volte di ascoltare queste affermazioni:
"Uscendo da una seduta di Rolfing, sono entrata in un bar, ho chiesto un cappuccino e una pasta, come tante altre volte, ma c'era qualcosa di diverso; la mia voce era ferma e calda, veniva da un luogo più profondo del solito, il mio volto disteso e aperto, il mio sguardo più diretto - o così almeno io sentivo che fossero.
Ebbi la sensazione di occupare "uno spazio energetico" che gli altri non potevano ignorare; la chiamerei autorevolezza, o maggior presenza. Le persone intorno si rivolgevano a me in modo diverso più rispettoso e sorridente - o così io almeno le percepivo."
Ciò che non è affatto definito, e che merita una speculazione, è il
perché ciò accada. Qual è il nesso fra la manipolazione e queste
sensazioni; fra una modificazione corporea ed una più gradevole sensazione di
sé in generale, non solo fisica?
Discussioni su ciò che stabilisce il senso di Sè si sono sviluppate in ampi
settori, dall'ambito delle neuroscienze a quello delle più sottili
speculazioni filosofiche.
Due neuroscienziati, Antonio Damasio e Vilaynur Ramachandran, hanno svolto
approfondite ricerche in questa direzione e sono approdati a postulare che il
Sé - la percezione che un individuo ha della propria identità - è sempre in
relazione all'immagine che ha del proprio corpo.
In questo senso i cambiamenti fisici indotti dal Rolfing presentano una grande
opportunità di modificare la percezione del proprio Sé Corporeo, che a sua
volta può influenzare il Senso di Sé in altri contesti.
Personalmente, credo che questa esperienza di benessere che ci viene riferita
- di una convivenza meno conflittuale con se stessi - di una maggiore serenità
nel presentarsi al mondo per quello che siamo - sia dovuta ad un alleggerimento
delle difese.
Immaginiamo la nostra vera identità (alcuni psicologi la definiscono il Vero
Sé, per distinguerlo da una corazza difensiva: il Falso Sé) come un nucleo
- un'anima - che ha sede in ciascuno di noi, più o meno nascosta da una "maschera":
l'insieme di atteggiamenti e di performances che siamo abituati a mostrare,
in luogo dei nostri più veri sentimenti. Tali strutture ci danno l'illusione
di proteggerci, di farci sentire più forti e inattaccabili, e anche di migliorare
la nostra autostima.
Ma non è così. Ci dividono, invece, dal nostro Vero Sé, poiché hanno sapore
di falsità e di rigidità, e sono accompagnate dal timore di venir "smascherati".
Completamente diversa è l'esperienza di essere in comunicazione col nostro
nucleo più autentico, che è fonte di pace interiore, di accettazione della
propria natura, di aderenza tra ciò che siamo e ciò che mostriamo di essere.
Niente più ruoli da sostenere: semplicemente essere, con la sensazione che
quel che siamo va bene.
Sarebbe pretenzioso attribuire al Rolfing il merito di un così profondo processo,
che a volte richiede anni di presa di coscienza, ma il Rolfing può fornire
un contributo in questa direzione.
Un alleggerimento delle rigidità strutturali porta con sé la possibilità di
allentare la corazza delle difese, colmando la distanza fra il mondo circostante
e il nostro nucleo autentico.
Quando questo avviene, non può che generare una spontanea naturalezza e un
senso di "essere centrati": infatti, siamo proprio là, dove dobbiamo
essere.
La dottoressa Angela Biancalani,
psicologa, è una Certified Advanced Rolfer. Maggiori informazioni sul Rolfing
nei siti www.rolfing.it e www.rolfing-italia.it
Questo sito è disegnato secondo i principi del Feng Shui
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